Cultura e Tradizione

Storia del paese

Caprarola: Palazzo Farnese - Gaspar van Wittel

Caprarola: Palazzo Farnese - Gaspar van Wittel

Non esistono documenti riguardanti una vera e propria fondazione di Caprarola ma è tradizionalmente noto che il primo nucleo abitativo si è formato, in epoca remota, sopra un alto banco tufaceo compreso tra due profondi valloni ove scorrono dei fiumiciattoli.
Le prime notizie storiche si hanno a partire dal XIII secolo e sono legate alle varie famiglie feudali che si sono succedute nel dominio del territorio caprolatto: gli Orsini, i di Vico, gli Anguillara, i della Rovere, i Riario ed i Farnese che segnarono profondamente tutti gli aspetti socio-politici del luogo.
Comunque il territorio comunale che comprende una buona parte dell’antica “Selva Cimina” è cosparso anche di resti archeologici e manufatti di epoche precedenti: neolitici sul monte Venere; tombe di epoca etrusco-romana e loculi paleocristiani in alcuni boschi; ruderi di costruzioni di epoca imperiale ed altro ancora.
Durante il medioevo il borgo di Caprarola era composto da un insieme di grotte, capanne e piccoli edifici arroccati su speroni tufacei e circondati da una discontinua cerchia muraria che comprendeva anche la rocca dei di Vico e poi anche quella degli Anguillara. I primi di parte Ghibellina ed i secondi di parte Guelfa e quindi sempre in lotta fra loro.
Agli inizi del XVI secolo la famiglia Farnese ottenne il dominio di tutto il territorio caprolatto che poi, a partire dal 1537, grazie a papa Paolo III (Alessando Farnese), venne inserito nel Ducato di Castro e Ronciglione, ponendo le basi per uno sviluppo urbano e sociale che portò Caprarola a diventare una delle più importanti cittadine rinascimentali della Tuscia. Quest’ultima circostanza si deve principalmente al nipote di Paolo III, il grande cardinale Alessandro Farnese (omonimo del nonno), il quale scegliendola come residenza di villeggiatura (per la sua vicinanza con Roma e per la salubrità dell’aria), utilizzò le basi di una precedente fortezza progettata da Antonio da Sangallo per la costruzione del superbo Palazzo Farnese, condizionando in questo modo la fisionomia di tutto il centro urbano.
Per questo motivo Jacopo Barozzi detto il Vignola progettò, intorno alla metà del XVI secolo, un nuovo assetto urbanistico che interessava tutto il paese. Realizzò una lunga strada sopraelevata centrale che terminava ai piedi del Palazzo e che cambiò radicalmente l’aspetto del borgo medioevale.
Si costruirono alti ponti, scalinate e sottopassaggi; vennero abbattute vecchie case, realizzati nuovi palazzi più signorili e furono costruite fontane monumentali. Tutto questo, unitamente al Palazzo Farnese, ha portato alla creazione di un capolavoro di ristrutturazione urbanistica.
Tutti questi sconvolgimenti che si sono sviluppati nel corso dei secoli, chiaramente legati ai cambiamenti socio-politici ed al mecenatismo delle varie famiglie dominanti, hanno portato a Caprarola ed alla sua popolazione un’enorme ricchezza culturale.
Sotto l’aspetto artistico la cultura caprolatta ebbe una evoluzione esponenziale in epoca farnesiana. La semplice e schietta cultura agricolo-pastorale subì una profonda trasformazione a seguito della presenza nella corte dei Farnese di numerosi letterati, artisti ed artigiani, provenienti da varie parti d’Italia. Molti di questi erano persone di alto livello culturale ed artistico e parteciparono alla realizzazione delle piccole e grandi opere d’arte che si trovano in tutto il paese.
Per questi motivi ancora oggi, oltre ai numerosi esempi di opere di notevole valore storico-artistico e tradizionale, si trova nella popolazione un prezioso fermento culturale che abbraccia tutte le branche della cultura: dalla musica al teatro, dalla pittura alla scultura, dalla poesia al canto, ecc.



Folclore

Sagra della Nocciola

Sagra della Nocciola

A partire al 1950 la massima espressione folcloristica caprolatta è la “Sagra della Nocciola”, effettuata in prossimità della festività del Patrono S.Egidio Abate che culmina nell’ultima domenica di agosto con una sfilata di carri agresti e folcloristici. Da qualche anno questa sfilata viene ripetuta anche in notturna, arricchita con suggestivi effetti di luci.
Oltre alle numerose testimonianze legate alle vicende religiose di Caprarola ed alle tradizionali processioni, è rimasta significativa quella “degli uomini” che sfilano per la festa di S.Antonio da Padova (copatrono di Caprarola).


Anche quella in onore di S.Antonio Abate è una festa carica di antichi sapori tradizionali; questo Santo è il patrono degli armenti e la devozione nei suoi confronti era molto sentita specialmente dagli appartenenti alla potente “Università del Pascolo”. Era proprio in quella occasione che i pastori facevano benedire i loro animali.


Tutte le manifestazioni folcloristiche caprolatte vengono accompagnate dalla Banda Folcloristica “Filippo Mascagna” che, anche attraverso la gestione di una scuola di musica per giovani, ha raccolto l’eredità del famoso compositore caprolatto Ercole Bernabei (1622-1687).
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