Turismo

la via dritta

la via diritta

Caprarola deve ai suoi antichi feudatari e al genio dell’architetto Jacopo Barozzi detto il Vignola la sua particolare struttura urbanistica. Il suo impianto viario orientato lungo l’asse dell’antica “Via dritta”, la maggiore via cittadina, culmina nel piazzale antistante la mole dominante del Palazzo Farnese.

La costruzione del nuovo asse viario con le sue cinque piazze equidistanti, modificò l’antico impianto urbanistico tramite l’abbattimento di castelli chiese e numerose abitazioni private; per rimediare ai disagi, in tal modo causati alla popolazione, il cardinale Alessandro favorì la costruzione di nuovi palazzi, lungo il maestoso viale così costituito.

vista dal palazzo

il paese visto dal palazzo

Così le nobili famiglie al seguito dei farnese costruirono gradevoli edifici progettati anche dal Vignola: come i palazzi Sebastiani, Mariani, Restituti, Moscheni ,l’Ospedale, di S.Giovanni, e la chiesa di S.Marco. Al Palazzo Farnese, che si trova al culmine della Via Dritta, si accede tramite una doppia rampa di scale collocata su un’ampia piazza trapezioidale. Dal balcone al centro della facciata si domina l’intera cittadina e l’intero, ampio paesaggio circostante: il Monte Soratte (carico di reminiscenze storiche e letterarie), il Terminillo, i Monti Sabatini, le vallate dei boschi.

Casina del piacere

Casina del piacere

Nel 1995, proprio per merito della sua particolare urbanistica, Caprarola è stata oggetto di studio da parte della Scuola di Architettura del Principe Carlo d’Inghilterra. Sua Altezza Reale in persona accompagnato dall’ambasciatore britannico a Roma, è venuto in visita ai suoi allievi, nel corso del loro soggiorno di studio a Caprarola, e ha soggiornato nella “casina del piacere” nel parco di Palazzo Farnese.

Poco lontani dal principale monumento Farnesiano di Caprarola si possono visitare, inoltre, la bella chiesa della Madonna della Consolazione, fatta edificare da Orlando Farnese, il Palazzo delle Scuderie Farnese, oggi interamente ristrutturato, sede convegnistica e centro di attività culturale, il Castello dei Prefetti Di Vico, ed il Convento Carmelitano con annessa la Chiesa di S,Teresa, dove si possono ammirare alcune tele di Guido Reni, Giovanni Lanfranco e Alessandro Turchi detto l’Orbetto.

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